Milosevic: un motore a scoppio ritardato

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Guardare ma non toccare. Come negli atelier di lusso. Peccato che spesso i direttori sportivi dimentichino questo divieto e si lascino sedurre dalla vetrina delle competizioni europee. Maledetta curiosità. Quanti bidoni sono stati ingaggiati dopo aver disputato un buon europeo? La lista è lunga.

Non a caso il protagonista della storia di oggi potrebbe comparire in questo elenco. Si tratta del serbo Savo Milosevic, autentica rivelazione di Euro 2000. La sua nazionale disputò un torneo mediocre, ma ciò non gli impedì di laurearsi capocannoniere della manifestazione assieme a Kluivert, altro bidone stagionato. Solo una coincidenza? No, almeno stando ai fatti.

Il Parma ha un vuoto da riempire nel reparto offensivo. Crespo è stata ceduto alla Lazio per una cifra record. Tanzi non bada a spese e decide di sostituire l’argentino proprio con Milosevic, allora in forza al Real Saragozza. Costo dell’operazione? 50 miliardi, pagati sull’unghia.

C’è una cosa che distingue Milosevic dagli altri bidoni arrivati nella massima serie italiana: un precampionato mediocre. Non segna reti a grappoli come certi fenomeni d’agosto che si sgonfiano alle prime piogge autunnali. Anzi, sembra spaesato, l’eredità di Crespo gli pesa come un macigno e come se non bastasse Di Vaio scalpita alle sue spalle. A Parma nessuno si illude. Anzi qualcuno c’è: è Cannavaro che lo paragona a Vieri, Ma il serbo non è un bisonte come Bobone, preferisce considerarsi una tigre: è più furba. Almeno così crede

Ma se la tigre fosse davvero scaltra come la volpe, difficilmente abbandonerebbe le sconfinate praterie gentilmente offerte dalle allegre difese spagnole, per cadere nella trappola delle arcigne retroguardie italiane. E questo l’ex Real Saragozza lo sperimenta fin dalle prime giornate. Le sue prime uscite sono infatti un disastro. Lento, impacciato, mai nel vivo della manovra. Insomma qualcuno comincia a chiedersi chi sia quel lampione piantato in mezzo al campo.

Alla terza giornata il Parma collassa a Perugia e subisce 3 gol in 2o minuti. Ma se la squadra di Malesani tocca il fondo, Milosevic lo raschia, facendosi buttare fuori nel finale e beccandosi un 4 in pagella.

Un antico adagio popolare recita che le disgrazie non vengono mai da sole. Milosevic salta la partita successiva e il Parma coglie il primo successo i campionato contro il Milan. Segna M’boma, un attaccante. Malesani fa 2+2 e manda in panchina i 50 miliardi di Tanzi. Come se non bastasse, ci si mette anche un infortunio a spingerlo in infermeria. Riesce comunque a tornare in campo nel turno che precede la sosta natalizia.

A Natale siamo tutti più buoni e a Napoli lo sono anche di più. La squadra partenopea regala a Milosevic la sua prima gioia in serie A: un gol nella sfida terminata 2-2. Il serbo finalmente si sblocca e può guardare al nuovo anno con un pizzico di fiducia in più.

Lui sì, magari. Il Parma un po’ meno. Almeno per il momento. Malesani viene esonerato dopo la sosta, al suo posto viene chiamato Sacchi. Ma il vate di Fusignano non regge la tensione e si dimette. Al suo posto arriva Ulivieri. E’ la svolta della stagione per il Parma. Gli emiliani scalano la classifica giornata dopo giornata fino ad attestarsi al quarto posto. Non lo molleranno più fino alla fine del campionato.

La cura Ulivieri rigenera anche Milosevic che prende a carburare. Il serbo non è un diesel, ma un motore a scoppio ritardato: infatti l’attaccante inizia a segnare e ad offrire prestazioni convincenti soltanto da febbraio in poi. Al termine della stagione il suo bottino sarà di 8 reti, 7 delle quali realizzate proprio nel girone di ritorno. Gli bastano comunque per garantirsi la riconferma per l’anno successivo. Ma lo slavo non resterà a lungo a Parma. A gennaio del 2002 torna al Real Saragozza e non giocherà più un minuto nel nostro campionato

Milosevic conclude il 2000/2001con la media voto del 6 spaccato. Una media tutto sommato positiva.Tuttavia bisogna fare i conti anche con Einstein e la teoria della relatività. E così la sufficienza stiracchiata del serbo diventa negativa, se rapportata ai 50 miliardi spesi da Tanzi per il suo acquisto e ai 26gol di Crespo . Già ,ancora lui, l’attaccante argentino. Milosevic avrebbe dovuto rimpiazzarlo nei cuori dei tifosi gialloblu. E invece ancora oggi Crespo è rimpianto dai tifosi parmensi,mentre l’attaccante serbo,secondo un recente sondaggio, è risultato essere il secondo giocatore più detestato della storia del club dai supporter gialloblu. Peggio di lui? Soltanto Falsini….

Mariano Messinese

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