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Steinar Nilsen: la fragilità del norvegese e la difesa di burro

Alla notte artica c’era abituato. Anche perchè veniva da Tromso, a poca distanza dal circolo polare. Ma un conto è stare sei mesi senza luce, un altro convivere una stagione intera con il buio pesto della difesa rossonera targata 97-98. Quando nel novembre del ’97,Steinar Nilsen scelse il Milan per tentare la scalata al calcio che conta, non pensava di doversene pentire un giorno. Del resto il suo modello di riferimento era  Baresi, il capitano e la bandiera del grande Milan. Ma si sa, un conto è ispirarsi alle poesie Baudelaire, un altro è scriverle.

Eppure il norvegese godrebbe anche di un osservatorio privilegiato per imparare: la panchina. Sì, perchè per vederlo in campo bisogna aspettare il 21 dicembre. In pratica, in vista del Natale, Capello decide di regalargli un’opportunità. Il Milan ospita il Bologna a San Siro. La partita finisce 0-0 e Nilsen non demerita durante il suo primo incontro con il calcio italiano. Anche se sarebbe più giusto dire scontro, perchè a 7 minuti dal termine della gara rimedia una capocciata da Marocchi che lo costringe ad abbandonare il terreno di gioco. Insomma, un punto per il Milan e un bel cerottone sulla fronte per il norvegese. Eppure, nonostante l’incidente, si guadagna la  stima di Capello che lo manda in campo nell’andata dei quarti di finale di coppa Italia. Il Milan si concede una grande serata, l’Inter una pausa imbarazzante. I rossoneri vincono 5-0 e segna anche Nilsen con una punizione da oltre venticinque metri che buca la barriera e Pagliuca. E a fine gara riceve anche gli attestati di stima di Capello:”Sin da quando e’ arrivato, l’ho ritenuto un giocatore interessante. Non appena l’ho visto pronto per giocare, gli ho dato la chance e non ha deluso. E’ importante anche lui in questo gruppo” 

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Insomma, una serata perfetta. E invece no, perchè una botta subita da Ronaldo trasforma il sorriso in una smorfia di dolore. La diagnosi è impietosa: infortunio al menisco e conseguente operazione. Nilsen è  così costretto a fermarsi ai box per almeno due mesi. Ritorna in campo il 28 marzo. Ed è come debuttare un’altra volta. Ma questa volta c’è poco da esultare. Anche perchè il Milan ha già mandato in malora la sua stagione. E quando il biondino rileva Daino a inizio ripresa, i suoi compagni sono già sotto 2-1 e in inferiorità numerica contro la Juve.

Nel secondo tempo la Juventus trova il tempo anche di mettere a segno altri due gol che chiudono il match. Ma Nilsen ha ben poche colpe. Si parla di prestazione incoraggiante. Ma è solo un fuoco di paglia perchè la settimana successiva il Milan affonda a Bari e il norvegese delude. Così, come nella finale d’andata contro la Lazio. Il Milan vince, ma Nilsen non convince, anzi viene punito con un 5 in pagella. Voto che viene riconfermato contro il Napoli e motivato dall’accusa di “non fluidificare”. Non che in fase di copertura le cose vadano meglio. Soprattutto perchè i vari Smoje, Beloufa e Cardone, suoi degni compari di reparto, non gli danno una mano. Insomma, peggio che andar di notte. Capello comunque non ne può più e lo spedisce in panchina. Forse è stato un bene, perchè gli risparmia le ultime imbarazzanti uscite in campionato dei rossoneri

A fine stagione il tecnico di Pieris fa le valigie e saluta tutti. Al suo posto arriva Zaccheroni. L’allenatore romagnolo prende la penna e inizia a scrivere la lunga lista degli epurati. In un primo momento Nilsen si salva. Poi Zac ci ripensa e dà il via libera alla sua cessione. E così il difensore venuto dal Circolo polare finisce al Napoli, nella terra d’ O Sole mio. Sembra una burla e invece è vero. Nilsen accetta con la promessa di tornare a fine stagione a Milan. Ma non sarà così. Nilsen resterà all’ombra del Vesuvio altre due stagioni e mezzo. Conquisterà anche una promozione, ma non riuscirà più a giocare una gara in Serie A per colpa dei soliti malanni. Nel 2001 torna in patria al Tromso, tre anni dopo  appende le scarpette al chiodo e diventa allenatore. Ma questa è davvero un’altra storia. Decisamente migliore rispetto alla sua avventura italiana da calciatore.

 

Mariano Messinese 

Twitter: @MarianoWeltgeis

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