Damir Stojak: la pietas del boia di Novi Sad

Ripercorrere le gesta calcistiche del Napoli nella stagione di (dis)grazia 1997-98 equivale ad immergersi fino al collo in una galleria degli orrori moderna. O , se preferite l’accostamento cinematografico, a entrare nell’Overlook Hotel di Shining. Insomma, si entra vivi e si esce completamente fuori di senno. A comporre questo campionario di oscenità concorrono una difesa più allegra di una banda di paese nel giorno della festa del santo patrono (76 gol subiti e 25 realizzati), 24 sconfitte, 2 sole vittorie, 4 allenatori, acquisti imbarazzanti (Prunier, Calderon), altri deludenti (Protti) e una serie impressionante di figuracce sul campo (Empoli-Napoli 5-0, Roma-Napoli 6-2, Bologna-Napoli 5-1, Napoli-Parma 0-4, Fiorentina-Napoli 4-0, Sampdoria-Napoli 6-3 ).

Fatto sta che a gennaio il Napoli è già con un piede e mezzo nella fossa. I solerti dirigenti del Napoli individuano nel reparto offensivo il problema. Rispedito in patria a furor di popolo l’impresentabile Calderon, la dirigenza partenopea guarda con curiosità al rinascimento calcistico nei Balcani, dopo l’interruzione per motivi bellici. Bagni, responsabile del settore tecnico , preme per l’acquisto di Mark Viduka, in forza alla Dinamo Zagabria, ma le esose richieste (1,2 miliardi) della dirigenza croata spaventano Ferlaino che decide ,invece, di puntare tutto su Damir Stojak, ventitreenne attaccante serbo del Vojvodina, considerato, ovviamente solo in patria, il flagello delle difese.

Kocic, portiere dell’Empoli ed ex compagno di Stojak, lo paragona a Milosevic, credendo di fargli un complimento. In realtà ci aveva visto giusto, dato l’infelice esito dell’esperienza italiana di Milosevic qualche anno più tardi. Dundersky ,invece, la spara grossa e scomoda Enrico Chiesa per un generoso quanto improvvido paragone.In pochi giorni, comunque, l’affare si conclude e all’ombra del Vesuvio approda il boia biondo. Il soprannome è dei più infelici sia perché evoca le recenti ferite della guerra nei Balcani sia per la scarsa cattiveria che l’attaccante mostrerà sotto porta.

A dirla tutta, anche le sue prime uscite “verbali” sono  infelici. Il bomber (ma si fa una fatica bestiale a chiamarlo così) di Novi Sad dichiara in conferenza stampa di trovarsi a Napoli per farsi notare da qualche grande club, salvo , poi, dover fare marcia indietro e ritrattare, incolpando il traduttore simultaneo. Non che in campo le cose vadano meglio. Stojak debutta nella trasferta del Castellani contro l’Empoli. Il Napoli viene letteralmente strapazzato  dalla matricola terribile e Stojak praticamente non la vede mai. Galeone si dimette e per fare da Caronte, fino al termine della stagione, viene scelto  Enzo Montefusco.

Il cambio di panchina giova al Napoli e a Stojak che va in gol nel giorno del suo debutto al SanPaolo. Di pregevole fattura il gol del 2-0: penetrazione in area, finta, tiro  e palla in fondo al sacco alle spalle di Brivio. Napoli si riscopre pazza del biondino venuto dall’est. Ma lui  precisa che non è ancora al top della condizione e che i tifosi potranno ammirare il vero Stojak solo fra qualche settimana. Se quella contro il Vicenza fosse stata la sua partita  con la maglia degli azzurri, probabilmente a Napoli serberebbero un ricordo tutto sommato positivo di Dimar.

Purtroppo, però, il campionato prosegue e il Napoli è atteso allo scontro diretto a Bergamo contro la pericolante Atalanta.Dopo 5 minuti lo sciagurato Stojak potrebbe cambiare la storia della partita e la stagione del Napoli. Ma, di testa, a 5 metri dalla porta manda incredibilmente a lato. Poi, la beffa: l’Atalanta segna con Lucarelli. Nel secondo tempo, ad un quarto d’ora dal termine, da 7 metri il boia si divora un altro gol, graziando sul patibolo la formazione orobica.  Partita finita e Napoli che sprofonda sempre più nella fossa. Voto in pagella? 5.

Nelle successive 12 partite il Napoli perde 9 volte e così nella prima metà di Aprile già può salutare la massima serie. E Stojak? 0 gol realizzati, spesso sostituito o subentrato . Solo due volte, nello 0-0 casalingo contro il Bologna e nella trasferta dolorosa di Parma,quella della retrocessione matematica, riesce ad agguantare la sufficienza in pagella. Il resto è un fioccare di 5 in pagella. Spesso assente dal gioco, come rimarcato un po’ da tutti i cronisti, si trova, invece, perfettamente a suo agio nelle torbide acque della  mediocrità in cui naviga la squadra partenopea.L’ultima apparizione di Stojak al San Paolo è contro il Bari nella gara che chiude il calvario del Napoli in questo campionato. Il boia biondo finisce come aveva iniziato: con un gol.  Ma è sola accademia e ad assistere alla sua prodezza sono appena in 2921 persone.

A metà giugno Stojak si accasa all’Eintracht Francoforte con la formula del prestito con diritto di riscatto. In pochi se ne accorgono. Nessun titolo, né trafiletto, appena 2 righe nello spazio dedicato dalla Gazzetta alle trattative del calciomercato. Stojak chiude la sua stagione con 14 presenze e 2 gol all’attivo. Poco invidiabile, per usare un eufemismo, la sua media voto :5,46.La restante parte della carriera di Stojak è segnata da un mesto peregrinare in Europa. Durante il suo girovagare avrà anche modo di transitare nuovamente a Napoli nella stagione 2000-2001, collezionando, tuttavia, una sola presenza.

Mariano Messinese

Dimar Stojak

Damir Stojak

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