Tulio De Melo: il frutto della gravità

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La leggenda narra che Isaac Newton scoprì la gravità quando una mela gli cadde in testa mentre riposava sotto un albero di mele. A proposito di gravità e di cose che cadono, il calcio italiano, e più specificatamente il Palermo, ha conosciuto una meteora: Tulio De Melo. Attaccante brasiliano classe ’85, Tùlio Vinìcius Fròes De Melo è noto alle cronache calcistiche italiane soprattutto per la diatriba che scatenò nell’estate del 2008 tra Parma e Palermo.

Spiccato nel Le Mans di Rudi Garcia, De Melo pensò bene di firmare un precontratto sia con i ducali che con i siciliani, così tanto per essere sicuro di venire a giocare in Italia: two è meglio che one. Le due società, dopo ricatti, ripicche, accuse e minacce, si accordarono: i gialloblù si defilarono lasciando il brasiliano al Palermo. La squadra di Colantuono aveva da poco perso Amauri, passato alla Juventus per 25 milioni di euro: “Sono molto contento di giocare nel prossimo campionato in Italia con il Palermo. So che li c´è grande attesa per il dopo Amauri. E´ un´eredità pesante, ma il mio obiettivo è quello di non far rimpiangere troppo il brasiliano, se avrò la possibilità di giocare”.

Il lungo braccio di ferro con il Parma per averlo aveva creato enormi aspettative tra il popolo rosanero, convinto del fatto che il presidente Zamparini avesse messo a segno un altro colpo di mercato sensazionale. La prima uscita ufficiale del Palermo del 2008 è del 23 agosto. I rosanero affrontano al “Renzo Barbera” il Ravenna nel turno preliminare di Coppa Italia. Gara difficile, i romagnoli vanno a segno addirittura due volte con il bomber Davide Succi, futuro attaccante proprio del Palermo. Il pubblico della Favorita chiama a gran voce l’ingresso in campo di De Melo e Colantuono non perde tempo ad inserirlo: il secondo tempo è tutto per lui. Il brasiliano si sbatte in campo, serve l’assist per la rete dell’1-2 e trova anche il tempo di farsi ammonire. Il Palermo viene eliminato, ma De Melo non demerita.

Tuttavia, dopo pochi giorni, il Palermo ufficializza la sua cessione al Lille, che nel frattempo ha ingaggiato Rudi Garcia come nuovo allenatore: “De Melo lo abbiamo ceduto perché non ha avuto pazienza. Voleva giocare titolare, invece avrebbe avuto bisogno di tre-quattro mesi per ambientarsi. Il Lille, poi, è andato direttamente sul giocatore e lui si è fatto convincere facilmente perché in quella squadra c’è il tecnico che lo ha allenato al Le Mans”. 

Fulmine a ciel sereno, trattativa di mercato che si è trasformata in barzelletta. Ad accentuare questo imbarazzo, le parole dello stesso De Melo: “Perché sono stato ceduto? Non posso dirlo con esattezza perché veramente non lo so. Ho capito che dovevo andar via per il bene mio e della squadra. Spero che questo divorzio possa servire per un mio miglioramento”. Il Palermo ha avuto ragione a cederlo o doveva puntare su di lui? Difficile dirlo, ma vi possiamo far leggere le cifre che De Melo ha racimolato nei suoi anni al Lille: 129 presenze, 29 reti, 5986 minuti giocati, media-gol di 0.22. Verba volant, scripta manent.

Salvatore Orifici

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